POLI ARTE: la luce che ha fatto storia.

Poliarte Lighting

Poliarte Lighting

Albano Poli nasce nel 1935. E’ un bambino di circa nove anni quando vive il dramma della seconda guerra mondiale, con la fortuna di avere vicina una famiglia, il supporto di una comunità, la forza della sua città, la città di Verona.
Dopo il ’45, il dopoguerra, un’adolescenza che lo porta a capire il valore del sacrificio e dell’impegno per ricostruire e ricominciare, con dedizione e forza di volontà. Albano studia nella scuola d’arte dove l’Artista Casarini insegna e proprio grazie a quest’ultimo inizia l’amore per la vetrata artistica, lavorando prima presso il Maestro Veronese Ballardini e poi succedendogli a soli 22 anni assieme al Maestro Cavallini, socio con cui fonda la “Vetreria Artistica Veronese” nel 1957.

Nel 1968 le strade dei due soci si dividono: Albano Poli con una grandissima lungimiranza ed una precisa visione fonda POLI ARTE che subito si attesta nel panorama del design d’arredo Made In Italy e, in quello stesso anno, Albano Poli riceve il primo riconoscimento alla XXXIV Biennale di Venezia: una lampada scultura dalla cubica geometria diviene così il simbolo e l’ispirazione per tutta la produzione successiva.

L’opera d’arte di luce realizzata su commissione, come era la vetrata artistica, si trasforma in qualcosa di unico e al passo coi tempi, l’arte della luce prima vincolata all’architettura, in particolare delle grandi chiese, grazie all’elettricità viene raccolta nelle mani dell’artista che le dona un’involucro nuovo e rende ciò che un tempo era mera illuminazione d’ambiente un’opera in grado di emozionare chi in quell’ambiente vive.

Nascono così le lampade POLI ARTE che nel vetro individuano un’anima legata sia alla tradizione che all’esperienza dell’artista-designer. Ispirato dalle masse di vetro di scarto delle fornaci muranesi, solitamente trasformate in blocchi spaccati e informi chiamati comunemente “gemme”, il maestro Poli pensa ad un vetro che non sia più fragile e delicato come quello della vetrata artistica, ma solido e sicuro, un modulo che consentisse di costruire opere d’arte al passo coi tempi, metafora della molteplicità che insieme dà vita a qualcosa di unico.

Nel 1970, a conferma del successo delle lampade POLI ARTE in quanto vere e proprie opere d’arte e non solo elemento d’arredo e di design, Albano Poli viene premiato con la medaglia d’oro presso la XXII Fiera Internazionale dell’artigianato di Monaco. Il riconoscimento consolidò un mercato già avviato, quello tedesco, ma fu anche un importante trampolino per il mercato italiano e internazionale: un successo inaspettato perché non dipendente da particolari operazioni di marketing ma solo ed esclusivamente dal grandissimo valore di queste lampade, immediatamente e ampiamente compreso.

Un esempio importante è sicuramente l’interesse dimostrato da Dior al Salone del Mobile di Milano che proprio in quegli anni ha visto la sua prima grande espansione e dove POLI ARTE era presente con le proprie lampade: il cubo di vetro diviene il simbolo di una filosofia e ben presto dell’azienda stessa, identificando uno stile chiaro e inconfondibile, in grado di imporsi in un panorama articolato, proprio grazie all’arte che contraddistinse la produzione POLI ARTE per tutti gli anni ’70.

Alla fine degli anni 60 scrivevano di POLI ARTE:

La «Poli Arte» ‘è un’industria che si inserisce perfettamente nella tecnica edilizia del nostro secolo ed anzi, precorrendo i tempi, fornisce l’esatta sensazione di ciò che saranno, in futuro, le costruzioni adibite soprattutto ad uffici ed a grandi complessi commerciali: un’armonica fusione tra vetro e cemento nel senso che non si tratterà più di palazzoni la cui sola caratteristica è di avere immense vetrate per far penetrare luce e sole, ma di complessi architettonici costituenti vere e proprie opere d’arte, ove il vetro, sapientemente lavorato e sistemato, costituirà non solo elemento di utilità ma di alto interesse artistico.

Rivista di settore “Scena Illustrata”

Questa previsione si è pienamente confermata, come possiamo vedere anche negli attuali grattacieli, e le opere di POLI ARTE sono divenute così il segno di quell’ingegno e di quel genio che fu il seme dell’architettura contemporanea.

All’inizio degli anni ’80 l’azienda è cresciuta e necessita di una nuova sede, fuori dal centro città, dove ancora oggi il Maestro opera pur mantenendo il suo personale studio tra le antiche mura della villa veronese. La produzione delle lampade POLI ARTE si sposta mentre nella villa Orti Manara resta attiva la realizzazione di vetrate artistiche che, in tutti questi anni, il maestro non ha mai abbandonato disegnando personalmente le proprie opere. Se fino ad ora le logiche di mercato non erano riuscite a cambiare lo stile POLI ARTE, all’inizio degli anni 80 riscontriamo un netto cambio di rotta con la produzione di lampade meno scultoree pur mantenendo una spiccata sensibilità artistica: ricordiamo in particolare la serie di lampade ispirate alla cultura orientale, che è sempre stata cara all’artista tanto che molte delle sue realizzazione, anche precedenti, hanno nomi di ispirazione nipponica.

Per la realizzazione delle sue opere, del resto, l’artista veronese si è sempre ispirato alle esperienze passate, alla natura, all’attualità, all’arte contemporanea e antecedente: in alcune sue lampade possiamo vedere un riflesso della moda del momento, la reinterpretazione di un quadro di Mondrian oppure l’emozione regalata dalla semplice complessità di un origami; e tutto questo attraverso un processo di sensazione-intuizione capace di scaturire qualcosa di strettamente personale ma anche largamente condivisibile. In vent’anni di attività, senza piegarsi all’avvento di nuovi materiali come la plastica e neanche a nuovi processi produttivi industriali, riesce a mettere la manualità al servizio dell’intuizione, la razionalità al servizio dell’irrazionalità artistica. Grazie alla loro modularità le sue opere nascono tra le sue mani come prototipi e non come progetti disegnati su carta, proprio come se i listelli e i cubi di vetro, il ferro battuto e la ghisa, non fossero altro che il martello e lo scalpello di uno scultore della luce.

Nel 1987 Albano Poli si rende ben presto conto però che l’arte non poteva più conciliarsi con le meccaniche di produzione sempre meno artigianale e difficile da seguire personalmente ma soprattutto troppo condizionata dalla richiesta e dalla concorrenza che proprio in questi anni vede imporsi sempre più la scadente ed economica manifattura cinese. Così, con la stessa lungimiranza che lo aveva spinto nell’avventura POLI ARTE, Albano Poli torna alla realizzazione delle vetrate artistiche trasferendo completamente la produzione di quest’ultime nella nuova sede che diviene a tutti gli effetti un moderno atelier artistico dove dai primi anni novanta ad oggi sono aumentate le tecniche artistiche, i diversi materiali utilizzati e dove numerosi artigiani usciti dalle scuole di settore sono coordinati dal Maestro Poli come in una antica bottega rinascimentale.

In PROGETTO ARTE POLI prosegue infatti l’accostamento del vetro soffiato al ferro battuto, al quale si aggiunge la pietra e il legno, prosegue la realizzazione delle vetrate artistiche che illuminano, prima con la loro arte e poi con la loro luce, splendidi mosaici di pietra, smalti e tessere dorate, sculture in marmo, bronzo e legno, decorazioni ad affresco e arredi di carattere sacro o privato.

Il percorso senza soluzioni di continuità che ha portato Albano Poli da POLI ARTE a PROGETTO ARTE POLI ha avuto un fortissimo impatto sull’economia veronese dando la vita a numerose altre realtà e creando così un vero e proprio distretto della vetrata artistica nel nordest. PROGETTO ARTE POLI al tempo stesso, fulcro di questo distretto, sembra essere l’incarnazione della metafora nata con la realizzazione della prima lampada POLI ARTE: una realtà fatta di molteplici forme artistiche, moduli che si uniscono dando vita ad un atelier unico, che condividono la stessa luce-guida del Maestro fondatore, che dialogano tra loro e tra loro si influenzano con incredibile apertura mentale e artistica, presupposto per un dialogo costruttivo con il committente.

POLI ARTE è e resterà per sempre un pezzo di storia dell’arte della luce, una storia che illumina il presente, radice viva che continua a dare nuova linfa alla rigogliosa realtà che è l’atelier artistico PROGETTO ARTE POLI.