Il Rullo: fascino del vetro indiviso

MN Palazzo Ducale 1

Vetrate a rulli

Iniziamo subito spiegando il titolo: cos’è un rullo (in lingua inglese “rondell glass“)? Il rullo è una speciale tessera di vetro soffiato, di forma circolare e di dimensioni variabili, che viene creata soffiando la massa di vetro fuso fino ad ottenere una piccola sfera, successivamente schiacciata per ottenere la forma desiderata.

Con ogni probabilità questo tipo di tessere furono tra le prime ad essere impiegate per realizzare vetrate, ancor prima che il gotico ridefinisse le vetrate artistiche trasformandole nelle opere che noi conosciamo ed in particolare a Venezia dove nasce questo tipo di vetrata  (1400 circa).

La peculiarità e il pregio di queste vetrate è sicuramente l’utilizzo di tessere non tagliate, che nascono perfettamente circolari e che vengono unite tra loro grazie alla tecnica di legatura con trafilati di piombo. Ogni rullo è un richiamo ad una perfezione primordiale che non necessita di ulteriori lavorazioni per diventare un’opera unica.

Le tessere hanno inoltre una loro particolare vibrazione, non solo quella del vetro soffiato (che in questo caso tende ad avere un’elevata trasparenza) ma anche quella conferita dalle onde concentriche che dal perimetro del rullo arrivano fino al centro chiamato “nodo“.

Il bordo, e il nodo sono elementi caratterizzanti del rullo che ci fanno intuire la loro natura artigianale: le leggere irregolarità o un aumento di spessore lungo il bordo rievoca in chi ha avuto modo di apprezzare dal vivo questa realizzazione, gli strumenti utilizzati dal mastro vetraio, mentre il nodo è il punto in cui durante la lavorazione, era attaccato il tubo per il soffiaggio.

I rulli possono essere di diverse colorazioni, giallo, rosa, blu, sempre con una elevata trasparenza, che riescono a dare un diverso carattere alla luce entrante, caldo, neutro o freddo, a seconda della composizione scelta dal mastro vetratista.

Solitamente non sono dipinti, ma abbiamo avuto modo di restaurare antiche vetrate a rulli dove ognuno di questi era dipinto con un motivo geometrico/floreale, soluzione molto particolare che nasconde la bellezza del rullo ma che potrebbe essere stata pensata per diminuire, in una fase successiva, la luce entrante nell’ambiente sacro.

Essendo circolari ci sono due principali possibili sovrapposizioni:

  • sovrapposizione verticale (anche detta quadrata) dove i rulli sono disposti uno a fianco all’altro (unendo i centri di quattro rulli vicini otteniamo un quadrato perfetto, ogni rullo tocca altri 4 rulli due ai lati, uno sopra e uno sotto).
  • sovrapposizione sfalsata (anche detta esagonale) dove i rulli sono disposti in modo alternato occupando lo spazio disponibile tra i due sovrastanti e sottostanti (unendo i centri di 4 rulli vicini otteniamo un rombo e ogni rullo tocca 6 rulli adiacenti)

Ovviamente tra un rullo e l’altro resta uno spazio, nel primo caso una stella a quattro punte, nel secondo una stella a tre punte più piccola, che viene “riempito” con vetro soffiato di colore opportuno e tagliato con precisione nella forma adatta.

L’attenzione e la cura nella scelta e disposizione dei rulli ha un ruolo importantissimo per non avere come risultato finale dei punti troppo chiari dove la luce è maggiore rispetto al resto della vetrata con l’impressione di un rullo mancante.

In alcuni casi troviamo assieme al rullo anche delle istoriazioni, sotto forma di stemma centrale, cornici o figure realizzate con normale vetro soffiato colorato, decorazioni che caratterizzano ed impreziosiscono ancora di più queste vetrate della tradizione.

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